Bonus badanti 2026 per l'assistenza domiciliare di una persona anziana con caregiver professionale

Il bonus badanti 2026 rappresenta uno dei principali strumenti di sostegno economico per le famiglie che assistono una persona anziana, disabile o non autosufficiente. Oltre alla Prestazione Universale, esistono detrazioni fiscali, deduzioni contributive, agevolazioni previste dalla Legge 104 e l’indennità di accompagnamento.

Conoscere tutte le misure disponibili permette di scegliere l’assistenza domiciliare più adatta alle proprie esigenze.

Detrazione fiscale per le spese della badante

Le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale di persone non autosufficienti possono beneficiare di una detrazione IRPEF del 19%, calcolata su un importo massimo di 2.100 euro.

L’agevolazione spetta se il reddito complessivo del contribuente non supera 40.000 euro. La non autosufficienza deve risultare da una certificazione medica e deve riguardare l’impossibilità di svolgere autonomamente attività quotidiane, come mangiare, vestirsi, curare l’igiene personale o camminare.

La detrazione può essere richiesta anche quando la spesa è sostenuta per un familiare non fiscalmente a carico. È necessario conservare la documentazione contenente i dati del soggetto che effettua il pagamento, della persona assistita e dell’addetto all’assistenza. L’Agenzia delle Entrate conferma la detrazione del 19% e i relativi limiti nella propria scheda dedicata alle spese per gli addetti all’assistenza.

Deduzione dei contributi previdenziali

Chi assume regolarmente una badante, una colf o un altro collaboratore domestico può dedurre dal reddito i contributi previdenziali e assistenziali versati a proprio carico.

La deduzione è ammessa entro il limite previsto dalla normativa fiscale e riguarda esclusivamente la parte effettivamente sostenuta dal datore di lavoro. Non può quindi essere portata in deduzione la quota contributiva a carico del lavoratore.

Detrazione delle spese di assistenza e deduzione dei contributi sono due agevolazioni differenti e, quando ricorrono i rispettivi requisiti, possono essere utilizzate insieme.

Bonus badanti 2026: la Prestazione Universale

Quello comunemente chiamato bonus badanti 2026 corrisponde principalmente alla Prestazione Universale introdotta dal Decreto Anziani. Si tratta di una misura sperimentale attiva fino al 31 dicembre 2026.

La prestazione è riservata alle persone che:

  • hanno almeno 80 anni;
  • possiedono un ISEE sociosanitario non superiore a 6.000 euro;
  • ricevono l’indennità di accompagnamento;
  • presentano un bisogno assistenziale gravissimo riconosciuto dall’INPS;
  • non sono ricoverate in RSA o strutture simili.

Oltre alla quota corrispondente all’accompagnamento, è previsto un assegno di assistenza di circa 850 euro mensili. La somma deve essere impiegata per retribuire lavoratori domestici qualificati con contratto regolare oppure per acquistare servizi assistenziali non residenziali da operatori qualificati. La misura e i requisiti sono illustrati nella pagina INPS sulla Prestazione Universale.

Legge 104 e assistenza domiciliare

La Legge 104 non prevede automaticamente un assegno mensile per pagare la badante. Consente però alle persone con disabilità e ai familiari che le assistono di accedere, in presenza dei requisiti, a permessi lavorativi, congedi e agevolazioni fiscali.

Le spese mediche generiche e alcune spese di assistenza specifica sostenute per persone con disabilità possono inoltre essere dedotte dal reddito complessivo. Rientrano, in determinate condizioni, prestazioni infermieristiche, riabilitative e attività assistenziali rese da personale qualificato, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate.

Indennità di accompagnamento 2026

L’indennità di accompagnamento è riconosciuta agli invalidi civili totali che non possono deambulare autonomamente o compiere gli atti quotidiani senza assistenza continua.

Nel 2026 l’importo è pari a 551,53 euro mensili per 12 mensilità. Non sono previsti limiti di reddito o di età, ma è necessario il riconoscimento dei requisiti sanitari. La domanda può essere presentata all’INPS direttamente oppure tramite patronato. Tutti i requisiti sono disponibili nella scheda ufficiale INPS.

Come trovare assistenza domiciliare qualificata

Prima di richiedere un’agevolazione è consigliabile verificare la propria situazione con un CAF, un patronato o un consulente fiscale. Per l’assistenza concreta, invece, è fondamentale rivolgersi a operatori qualificati e controllare competenze, servizi offerti e disponibilità territoriale.

Su DomiSalute puoi consultare i profili dei professionisti disponibili e trovare la figura più adatta alle necessità della persona assistita.